giovedì 6 novembre 2008

Contrail prima del 1995, III

Due ulteriori fotografie di scie di condensa prese molti anni addietro. Sono contenute in uno studio del 1972; reference completa: RG Knollenberg, "Measurement of the growth of the ice budget in a persisting contrail", Journal of the Atmospheric Sciences, vol. 29, 1972.

Si noti che la seconda foto riguarda il concetto di "scia persistente", spesso ostentato come sintomo di qualcosa di strano; in realta' una cosa normalmente osservata in ogni studio scientifico - tanto e' vero che sono svariati gli studi in cui partendo dalla considerazione che molte scie restano a lungo in cielo, evolvendosi in cirri, ci si occupa di valutare l'impatto sul clima dovuto ad un possibile aumento di nuvolosita' a causa delle contrail.


sabato 18 ottobre 2008

Contrail prima del 1995, II

Proseguo con la carrelata di materiale che mostra come le scie di condensazione siano conosciute - e fotografate - da molto tempo. Un altro esempio documentato e' un articolo risalente al 1974, dedicato all'analisi di una serie di scie osservate sui cieli americano; reference completa: TG Konrad, JC Howard, "Multiple Contrail Streamers Observed by Radar", Journal of Applied Meteorology, vol. 13, 563-572, 1974.

Senza entrare nel merito dell'articolo, riporto direttamente una serie di foto presenti in esso (con relative didascalie):




venerdì 10 ottobre 2008

Contrail prima del 1995

Proseguo con il recupero di materiale relativo a ricerche sulle contrail (scie di condensazione) nei decenni passati. Mi e' capitato di vedere, fra le tante presunte prove dei sostenitori delle "scie chimiche", un forte aumento dell'utilizzo dell'argomentazione secondo cui prima di una certa data (il 1995) fondamentalmente le scie in cielo non esistavano. Fino ad arrivare a vere e proprie sfide, recuperare vecchie foto per dimostrare che vi si trovassero scie (tralasciando l'ovvio aspetto, ovvero che nei decenni passati il traffico aereo era di gran lunga minore rispetto ad oggi).

Come gia' avevo cominciato a fare in questo blog, la risposta a questo quesito e' molto piu' semplice. Infatti nella letteratura scientifica nel corso degli anni c'e' stata una attenzione sempre crescente al fenomeno delle scie di condensazione, sopratutto per la preoccupazione che con l'incremento del traffico aereo, il relativo aumento della formazione di contrail possa portare a modifiche climatiche (portando ad una copertura del cielo maggiore, bloccando quindi una certa percentuale di radiazione solare). In molti studi pubblicati anche prima degli anni '90 si parla chiaramente di scie di condensazione, di come siano visibili e comuni, ma anche di come spesso siano persistenti nel tempo.

Passando agli esempi pratici, in uno studio del 1975 si propone lo studio delle contrail rilevate in alcune immagini satellitari dell'isola di Cipro (reference completa: JH Joseph, Z Levin, Y Mekler, G Ohring, J Otterman, "Study of contrails observed from ERTS-1 satellite imagery", J. Geophys. Res, 1975, vol. 80, no. 3, 366-372). Nell'articolo, si riporta - meglio ripetere - esplicitamente come la formazione di contrail sia normale e come le scie possano essere persistenti tanto da evolversi in cirri:

In some areas of heavy jet traffic, contrails released by a number of aircraft may spread to cover a portion of the sky With thin cirrus-type clouds. The possibility that such contrails may lead to an increase in the average amount of high cloudiness and that such an increase of clouds may affect the earth's weather and climate has been raised [Murcray, 1970; Machta and Carpenter, 1971].

A parte questo, nel paper si ritrova una delle immagini satellitari usate:


Per la precisione, si noti che le immagini sono state prese nel 1972.

Un altro esempio e' uno studio del 1970, sempre focalizzato su come le scie di condensazione possano influire sul clima (reference completa: PM Kuhn, "Airborne Observations of Contrail Effects on the Thermal Radiation Budget",Journal of the Atmospheric Sciences, 1970, vol. 27, 937-942). Anche in questo caso vale la pena di estrarre alcuni passaggi che rendono palese come le contrail fossero abbondantemente note, osservate e studiate:

The spreading out of jet contrails into extensive cirrus sheets is a familiar sight. Often, when persistent conditions exist from 25,000 to 40,000 ft, several long contrails increase in number and gradually merge into an almost solid interlaced sheet.

Nell'articolo si riportano dunque alcune fotografie di contrail, in territorio statunitense, come ad esempio:


La foto risale al 1969.

venerdì 28 marzo 2008

Studio sulle scie di condensazione del 1970

Molto spesso trovo riportate frasi riguardo al fatto che le scie create dagli aerei siano aumentate esponenzialmente, riempiano il cielo, che oggi appaiono palesemente in modo troppo abbondante, lasciando intendere - o dicendo esplicitamente - che in un non meglio precisato passato non fosse cosi'. Ovviamente affermazioni del genere non sono mai accompagnate da dati o da riscontri oggettivi (ne' da ovvie considerazioni sui cambiamenti di entita' nel traffico aereo durante il tempo). Dunque, come ci si puo' fare una idea della situazione?

Come primo contributo alla risoluzione questo dubbio, segnalo una pubblicazione del 1970: Wallace B. Murcray,
"On the possibility of weather modification by aircraft contrails" (reference completa: MURCRAY, W.B., 1970: ON THE POSSIBILITY OF WEATHER MODIFICATION BY AIRCRAFT CONTRAILS. Mon. Wea. Rev., 98, 745–748.)

Riporto il paragrafo introduttivo di questo studio:

Aircraft contrails first attracted public attention during
World War II; but as air traffic has built up to its present
level, they have come to be accepted as part of the environment.
Even during World War II, it was difficult to watch
the cloud cover laid down by a large bomber formation
without wondering what it might be doing to the weather;
at present, there is widespread belief among the general
public and some feeling among scientists (Fletcher 1969,
Reinking 1968, Livingston 1969, and Schaefer 1969) that
contrails are increasing cloudiness, if nothing more, in
some regions. The writer himself has seen instances in
which a single contrail seemed to grow until it became an
overcast covering the whole sky. If the contrail were indeed
responsible, which is by no means certain, this would
constitute definite proof that contrails are capable of a
significant effect on local weather, and even possibly on
global climate, if such occurrences are widespread and
frequent. It seems worthwhile, in view of all this, to
consider quantitatively whether or not there is reason to
believe contrails are capable of exerting a significant influence
on weather.


Anche senza recuperare altre parti del documento, cio' che emerge e' abbastanza netto. Le scie di condensazione non sono certo qualcosa che e' apparso improvvisamente in questi ultimi anni. L'autore stesso riporta come sin dalla Seconda Guerra Mondiale fossero qualcosa di particolarmente vistoso; tanto da diventare poi qualcosa "to be accepted as part of the environment", ovvero un evento cosi' normale da essere percepito come parte integrante dell'ambiente che ci circonda. Ricordando che lo scritto e' del 1970, appare chiaro come le scie siano un fenomeno presente, noto e conosciuto da tempo, o meglio, da quando si e' sviluppata la tecnologia dell'aviazione. Non solo: viene anche riportato il fatto che le scie possano essere persistenti, ed evolversi fino a diventare vere e proprie nuvole. Questa osservazione e' molto rilevante, dato che un'altra accusa che ho spesso incontrato riguarda il fatto che le scie di "oggi" restino visibili a lungo e che si espandano progressivamente, dunque per questo non siano normali scie di condensazione. In realta', anche per questo punto e' noto da tempo, e da tempo studiato, il fatto che le contrails possano essere persistenti, ed evolversi allargandosi fino a non essere riconoscibili rispetto ad altre normali nuvole.

Non solo: questi elementi fanno modo che sin dai tempi di questo scritto ci sia posti il dubbio dell'impatto ambientale del traffico aereo e delle scie di condensazione che creano; quello che in maniera intuitiva e poco approfondita viene osservato da Murcray, sara' oggetto di molte altre indagini in futuro. Infatti sono molti gli studi, a partire dagli anni '90, che ho trovato (li segnalero' approfonditamente in futuro) e che si occupano dell'impatto delle scie di condensazione sulla copertura del cielo, e dunque del possibile contributo a cambiamenti climatici, in particolare di come possano partecipare al cosidetto Effetto Serra.

Concludendo, in sunto: chi sostiene che le scie formate dagli aerei siano un fenomeno recente, o che sia comunque un fenomeno divenuto rilevante di recente, compie un errore; chi sostiene che le scie di condensazione debbano necessariamente essere piccole e svanire entro breve tempo (altrimenti si suppone debbano essere qualcosa di "diverso") dice il falso.