venerdì 28 marzo 2008

Studio sulle scie di condensazione del 1970

Molto spesso trovo riportate frasi riguardo al fatto che le scie create dagli aerei siano aumentate esponenzialmente, riempiano il cielo, che oggi appaiono palesemente in modo troppo abbondante, lasciando intendere - o dicendo esplicitamente - che in un non meglio precisato passato non fosse cosi'. Ovviamente affermazioni del genere non sono mai accompagnate da dati o da riscontri oggettivi (ne' da ovvie considerazioni sui cambiamenti di entita' nel traffico aereo durante il tempo). Dunque, come ci si puo' fare una idea della situazione?

Come primo contributo alla risoluzione questo dubbio, segnalo una pubblicazione del 1970: Wallace B. Murcray,
"On the possibility of weather modification by aircraft contrails" (reference completa: MURCRAY, W.B., 1970: ON THE POSSIBILITY OF WEATHER MODIFICATION BY AIRCRAFT CONTRAILS. Mon. Wea. Rev., 98, 745–748.)

Riporto il paragrafo introduttivo di questo studio:

Aircraft contrails first attracted public attention during
World War II; but as air traffic has built up to its present
level, they have come to be accepted as part of the environment.
Even during World War II, it was difficult to watch
the cloud cover laid down by a large bomber formation
without wondering what it might be doing to the weather;
at present, there is widespread belief among the general
public and some feeling among scientists (Fletcher 1969,
Reinking 1968, Livingston 1969, and Schaefer 1969) that
contrails are increasing cloudiness, if nothing more, in
some regions. The writer himself has seen instances in
which a single contrail seemed to grow until it became an
overcast covering the whole sky. If the contrail were indeed
responsible, which is by no means certain, this would
constitute definite proof that contrails are capable of a
significant effect on local weather, and even possibly on
global climate, if such occurrences are widespread and
frequent. It seems worthwhile, in view of all this, to
consider quantitatively whether or not there is reason to
believe contrails are capable of exerting a significant influence
on weather.


Anche senza recuperare altre parti del documento, cio' che emerge e' abbastanza netto. Le scie di condensazione non sono certo qualcosa che e' apparso improvvisamente in questi ultimi anni. L'autore stesso riporta come sin dalla Seconda Guerra Mondiale fossero qualcosa di particolarmente vistoso; tanto da diventare poi qualcosa "to be accepted as part of the environment", ovvero un evento cosi' normale da essere percepito come parte integrante dell'ambiente che ci circonda. Ricordando che lo scritto e' del 1970, appare chiaro come le scie siano un fenomeno presente, noto e conosciuto da tempo, o meglio, da quando si e' sviluppata la tecnologia dell'aviazione. Non solo: viene anche riportato il fatto che le scie possano essere persistenti, ed evolversi fino a diventare vere e proprie nuvole. Questa osservazione e' molto rilevante, dato che un'altra accusa che ho spesso incontrato riguarda il fatto che le scie di "oggi" restino visibili a lungo e che si espandano progressivamente, dunque per questo non siano normali scie di condensazione. In realta', anche per questo punto e' noto da tempo, e da tempo studiato, il fatto che le contrails possano essere persistenti, ed evolversi allargandosi fino a non essere riconoscibili rispetto ad altre normali nuvole.

Non solo: questi elementi fanno modo che sin dai tempi di questo scritto ci sia posti il dubbio dell'impatto ambientale del traffico aereo e delle scie di condensazione che creano; quello che in maniera intuitiva e poco approfondita viene osservato da Murcray, sara' oggetto di molte altre indagini in futuro. Infatti sono molti gli studi, a partire dagli anni '90, che ho trovato (li segnalero' approfonditamente in futuro) e che si occupano dell'impatto delle scie di condensazione sulla copertura del cielo, e dunque del possibile contributo a cambiamenti climatici, in particolare di come possano partecipare al cosidetto Effetto Serra.

Concludendo, in sunto: chi sostiene che le scie formate dagli aerei siano un fenomeno recente, o che sia comunque un fenomeno divenuto rilevante di recente, compie un errore; chi sostiene che le scie di condensazione debbano necessariamente essere piccole e svanire entro breve tempo (altrimenti si suppone debbano essere qualcosa di "diverso") dice il falso.

4 commenti:

axlman ha detto...

Salve Guglielmo di Occam, ho gradito la tua visita e vengo a ricambiare: anzi ho già inserito il tuo blog tra i miei siti consigliati, visto che promette molto bene.

Riguardo le scie di condensazione negli anni '70, sono presenti su YouTube due video che mostrano una pubblicazione di quel tempo, in cui si mostra come già allora le contrail fossero molto diffuse (uno, due).

La prima scia di condensazione di cui si ha testimonianza è del 1915, nel Sud-Tirolo (qui un articolo che ne parla).

Anche sul sito della NASA (qui) si riporta che le prime contrail avvistate di cui si abbia documentazione risalgono alla Prima Guerra Mondiale.

Qui si parla di una scia di condensazione lasciata da un biplano monomotore a pistoni nel 1920, tra lo stupore degli spettatori che, non avendone mai viste prima, lo scambiarono chi per una cometa, chi per un'astronave marziana.

In questo PDF si parla di avvistamenti nel 1921.

Le contrail diventarono un problema durante la Seconda Guerra Mondiale, sia perché permettevano di individuare a distanza gli aerei nemici, sia perché i caccia si potevano nascondere in esse e non essere visibili dai mitraglieri dei bombardieri: quindi statunitensi, inglesi e tedeschi iniziarono a studiarle sistematicamente.

Qui si trovano testimonianze di veterani della Seconda Guerra Mondiale, riguardanti le scie di condensazione;
in questo PDF trovi il «mission report» di un bombardamento su Brema nel Novembre 1943;
qui e qui due video d'annata che riprendono contrail su YouTube;
qui e qui due gallerie fotografiche sulle contrail negli anni passati.

Ti consiglio la lettura del thread dedicato nel forum di Focus: è lungo ma tra una litigata e l'altra trovi parecchio materiale.
Se ti iscrivi su Focus, contattami via MP così possiamo scambiarci l'indirizzo e-mail.

Saluti e buona continuazione.

markogts ha detto...

Bel lavoro, Occam.

Cordiali saluti

Marko

toys in the attic ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
brain_use ha detto...

Bel lavoro.
E notevoli le integrazioni di Axlman.